Costituzione e regole. Ecco un tema più che mai attuale. Molti discorsi possono però aumentare in noi la confusione. Quello che meraviglia infatti è osservare che famosi avvocati-parlamentari, che dovrebbero essere i depositari del patrimonio giuridico del nostro Paese, sono i primi che mettono in discussione la Costituzione e parlano di riformarla addirittura a colpi di maggioranza. Sono gli stessi che parlano prima di inaffidabilità di alcuni giudici e poi dell’intera magistratura perché non eletta dal popolo (e quindi compiacente al potere politico).

Si sente parlare di “immunità”, che poi significa impunità che si vorrebbe estesa a tutti i membri del Parlamento, sapendo che sull’argomento i cittadini di questo Paese si sono già espressi ed hanno abrogato con referendum questo privilegio. Alla maggioranza questo non interessa, né curare gli interessi di chi li ha votati. Una via d’uscita però c’è ed è anche troppo semplice.

Il meccanismo elettorale vigente prevede le “liste bloccate” di candidati selezionati dalle segreterie di partito. Visti i molti abusi ormai noti, sarebbe il caso di stabilire per legge che non si possono accettare candidature di chi ha condanne o procedimenti in corso (se ne riparla alla fine del procedimento ed al momento si cerca un altro candidato). “Il candidato deve essere immacolato lui, la moglie e le generazioni precedenti”, si diceva una volta.

Gli ordini professionali dovrebbero invece vigilare su quegli avvocati che, infischiandosi delle regole, marciano contro di esse e propugnano leggi assurde in tema di giustizia e riforma della Costituzione. Altro che immunità parlamentare per tutti. Questi dubbi professionisti dovrebbero essere sospesi dal proprio ordine invece di andare in televisione, magari per pubblicizzare i casi di massimo scalpore, con un interesse diretto ad influenzare la pubblica opinione.

Bisogna che i cittadini si sveglino e comincino a pretendere che, finché le regole sono quelle che oggi abbiamo, nessuno e neanche avvocati-parlamentari (men che meno il presidente del consiglio) si comportino in violazione delle norme fondamentali in vigore o facciano propaganda per un diverso modo di interpretare le leggi e le norme costituzionali alla base della convivenza democratica – soprattutto si comportino nel rispetto dei ruoli delle varie istituzioni senza prevaricazione alcuna.

Ma a questo punto è tale la confusione ed il grado di inquinamento esistente in molti ambiti della società, che una domanda diventa d’obbligo: siamo sicuri che oggi tutti i cittadini vogliano regole, ordine e pulizia nel nostro Paese? Cosa deve ancora succedere perché si risveglino le forze sane e diano il loro contributo a cambiare le cose?

link dell'articolo sopra riportato

Luciano Gentile descrive questa scena desolante che succede a Roma ma nel nostro bel Monfalcone l'ex sindaco Gianfranco Pizzolitto (P.D.) fa sgargio della Legalità quale perno del proprio modus operandis per i sudditi Monfalconesi. Nega l'azione in deroga per aiutare i suoi concittadini, ma lo fa in diversi momenti, anagrafe e quale Presidente dell' A.N.C.I. Quindi lo stesso caos che si ha a Roma si ripete nella nostra amata cittadina. La Legge non è sempre uguale per tutti!!  Grazie P.D., grazie Gianfranco. I veri sovversivi siete voi politici.


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